Se qualcosa qui sotto ti riguarda da vicino, scrivimi senza farti problemi: te lo spiego io.
Ciao! Nuovo episodio di Ciao! Nuovo episodio di TechTales, la rubrica in cui parlo con professionisti che lavorano ogni giorno sull’infrastruttura invisibile delle aziende., la rubrica in cui parlo con professionisti che lavorano ogni giorno sull’infrastruttura invisibile delle aziende.
Oggi sono con Alberto Magazza, sistemista esperto e fondatore di MSP Brescia, realtà che porta il modello Managed Service Provider nelle imprese.
1, 2, 3… Partiamo!

Ciao Alberto, hai una lunga e importante esperienza di quasi trent’anni come sistemista. Come nasce il tuo percorso e cosa ti ha portato nel 2018 a fondare MSP Brescia?
Il mio percorso nasce nel 1999, quando ho aperto la partita IVA spinto dalla passione per l’informatica. All’inizio lavoravo sui PC domestici dell’epoca, poi mi sono evoluto studiando i prodotti Microsoft e i primi Windows Server. Prima l’informatica non era ancora vista come uno strumento strategico per l’azienda.
Nel tempo le reti si sono evolute moltissimo. Oggi anche le aziende piccole devono affrontare problemi tipici delle grandi: virus, backup, sicurezza, continuità operativa. C’è veramente tanta carne al fuoco.
Per questo ho sempre preferito prevenire i guasti, avere una visione globale e riconoscere le casistiche che si ripetono.
Questo approccio mi ha portato nel 2018 a fondare MSP Brescia, adottando il modello MSP di origine americana, basato su standardizzazione e monitoraggio proattivo. È un modello che ricalca esattamente la mia filosofia di lavoro.
In quello che racconti emerge già una rottura con il modello classico “break/fix”. Quando hai capito che non funzionava più?
Quando ti chiamano solo quando c’è il guasto, il problema è già esploso. L’utente è fermo, magari più persone sono ferme. Il cliente lavora male e anche il tecnico lavora male, sempre di corsa.
Nel break/fix l’IT viene percepito come qualcosa che non funziona mai. Devi chiamare perché hai perso i dati, perché il server è fermo. Con l’MSP invece il nostro interesse è che il cliente abbia meno problemi possibili.
Per esempio, se su un PC si riempie il disco, tutte le applicazioni iniziano a bloccarsi. Con il monitoraggio vediamo che il disco dell’utente è arrivato al 90% e interveniamo prima che succeda il problema, spesso senza che l’utente se ne accorga. Se serve intervenire sui file, lo facciamo in modo preventivo.
Okay, ma dal punto di vista di un imprenditore, qual è la differenza concreta tra avere un MSP che gestisce tutto in modo proattivo e avere semplicemente un tecnico che interviene quando qualcosa si rompe?
Prevenire un guasto significa evitare una spesa inutile. Ma soprattutto evitare costi nascosti.
Un server bloccato può impedire di far partire una spedizione dal magazzino. Non è una spesa che vedi in fattura, ma è un costo reale per l’azienda.
Con il modello MSP il cliente paga un canone mensile, quindi non paga le ore del tecnico, ma un servizio costante. Monitoriamo tutto da remoto, controlliamo i backup, interveniamo prima che il problema diventi bloccante. Questo ci permette di dire al cliente: chiamami tutte le volte che vuoi. Ma è nel nostro interesse che tu abbia meno problemi possibile.Si individuano i colli di bottiglia e non parlo solo di produzione.
Spesso ci sono processi che funzionano bene in un reparto ma che in quello successivo si bloccano portando a una dispersione di tempo. Questo accade perché non c’è comunicazione tra reparti e non vengono gestiti i flussi di informazioni.
Immagino che uno dei punti più difficili da far passare è proprio il canone mensile per le PMI. Perché affidarsi a un MSP secondo te è in realtà la scelta più sostenibile nel lungo periodo?
La domanda classica è: “Perché ti devo pagare tutti i mesi se questo mese non ti chiamo?”.
Prima di tutto il canone è un costo più prevedibile nel tempo perché basato sui numeri di postazioni. Se l’azienda cresce, il canone aumenta; se le postazioni sono poche, diminuisce. È proporzionale al costo dell’azienda: se facciamo
Il punto è che se non ti accorgi dei problemi è perché qualcuno li sta prevenendo. Il canone serve a coprire strumenti, monitoraggio continuo, controllo dei backup, assistenza illimitata.

Il monitoraggio 24/7 viene spesso percepito come qualcosa di astratto. Puoi fare un esempio concreto?
Se il disco di un PC arriva al 90%, tutte le applicazioni iniziano a bloccarsi. Il monitoraggio ci avvisa prima che succeda. Interveniamo noi, spesso senza che l’utente se ne accorga.
Se qualcosa si rompe il sabato, lo sappiamo prima noi che il cliente torni in ufficio il lunedì. È un paracadute costante.
È anche vero che spesso le piccole aziende pensano di essere “troppo piccole” per strutturarsi a livello IT. Quali sono i segnali che indicano che è il momento giusto per farlo?
Sì diciamo che sotto le 40, 50 postazioni è raro avere un IT interno. In questi casi noi diventiamo di fatto il loro reparto IT.
I rischi principali sono due: sicurezza e backup. Basta un utente che apre una mail sbagliata e scarica un malware perché la rete venga compromessa. L’altro problema è il backup: spesso l’azienda pensa che funzioni, ma l’ultimo backup valido risale a mesi prima. Lo scopri solo quando serve recuperare i dati.
Se fossi una PMI inizierei controllando l’ultimo backup.
Visto che ne hai parlato, e immagino che suoni quasi come una cosa scontata, vorrei fare un ragionamento con te su Backup e Disaster Recovery. Perché sono ancora sottovalutati?
Per mancanza di cultura informatica e per risparmio. Ma oggi i dati sono il cuore dell’azienda.
Se perdi database, gestionale o dati di produzione, cosa fai? Nel caso peggiore l’azienda non riesce nemmeno a ripartire.
Noi facciamo di tutto per evitare il disservizio, ma se succede magari per un attacco informatico, l’obiettivo è far ripartire l’azienda nel minor tempo possibile, anche grazie a soluzioni cloud di disaster recovery. Ovviamente dipende sempre dal livello di investimento scelto dal cliente.
Ah bene bene, parliamo di sicurezza informatica allora! Quando ha senso fare un Vulnerability Assessment e cosa scoprono di solito le aziende in queste analisi?
Le aziende devono dotarsi di strumenti base come antivirus e firewall, che noi già includiamo nel canone mensile senza costi aggiuntivi. Utilizziamo i prodotti migliori disponibili, e il cliente non è vincolato a licenze contrattuali.
Per approfondire, eseguiamo Vulnerability Assessment per capire lo stato di patching e la vulnerabilità della rete.
È fondamentale avere sistemi aggiornati: senza questo, anche i migliori strumenti di sicurezza non funzionano.
Il phishing resta uno degli attacchi più efficaci (è giusto di qualche giorno fa l’esempio che ci è cascato anche Andrea Galeazzi). Come trasformate la prevenzione da obbligo a opportunità educativa per le aziende?
Sì, il phishing resta il principale veicolo di attacco: 9 tentativi su 10 avvengono così, con utenti che inseriscono credenziali in pagine false.
Per educare, eseguiamo campagne di phishing simulate e brevi corsi che mostrano i rischi reali e le truffe più recenti.
Per attività più complesse come penetration test, ci affidiamo a partner specializzati.
Tutto molto bello, ma perdonami la brutalità, sappiamo entrambi che la sicurezza al 100% non esiste. Se domani, nonostante il vostro canone e le vostre protezioni, un mio dipendente clicca sul link sbagliato e mi criptano i dati, MSP Brescia mette mano al portafoglio? O vi limitate a dire “Noi abbiamo fatto il possibile, è colpa dell'utente?”
Noi non possiamo garantire sicurezza al 100%, come hai detto tu e lo diciamo. Sono stati violati anche enti pubblici, banche. Il nostro lavoro è portare la sicurezza al livello più alto possibile.
È come un antifurto di casa: porta blindata, telecamere, sistemi di allarme. I ladri possono comunque entrare, ma non lasciare la porta aperta è buon senso. Noi facciamo tutto il possibile per proteggere l’azienda.
Concedimi un’altra provocazione. Siamo nel 2026, oggi l'Intelligenza Artificiale è in grado di scrivere script, configurare firewall, rilevare anomalie di rete e persino auto-correggere errori di sistema in millisecondi. In questo scenario, dove i software fanno tutto il lavoro sporco, un MSP non rischia di diventare un semplice “rivenditore di licenze” costoso?
In realtà l’AI è già integrata in molti dei prodotti che utilizziamo, come antivirus e strumenti di monitoraggio.
Certo, l’AI aiuta, ma serve sempre l’esperienza del tecnico per coordinare i servizi, interpretare gli alert e distinguere un vero problema.
Adesso non può sostituire l’esperienza umana, sia nei momenti critici sia nel monitoraggio quotidiano, dove serve riconoscere un reale problema di sicurezza rispetto a un falso allarme.
Chiudiamo con un consiglio finale per tutte quelle aziende che non hanno un IT interno. Cosa vorresti dirgli?
L’IT fa risparmiare. Quando funziona bene nessuno se ne accorge, ed è proprio questo l’obiettivo: prevenire problemi, ridurre fermi e costi nascosti e mantenere l’azienda operativa senza sorprese.
Grazie Alberto. Un’intervista che mostra quanto l’IT, quando è gestito in modo proattivo e strutturato secondo il modello MSP, possa prevenire problemi prima che diventino costi, fermi operativi o emergenze. Un lavoro invisibile, ma fondamentale per la continuità e la crescita delle aziende.
Leggendo questa intervista ti è venuta voglia di capire come un MSP possa proteggere e rendere più efficiente la tua azienda? Clicca su contattami 👇 e scopriamo insieme come migliorare la tua azienda. Alla prossima puntata di TechTales!
- Come nasce MSP Brescia
- Perché il modello MSP supera il tradizionale break/fix
- Differenza tra IT reattivo e IT proattivo per le imprese
- Il valore del canone mensile per le PMI
- Monitoraggio 24/7
- Il momento giusto per strutturare un IT interno
- Backup e Disaster Recovery: rischi sottovalutati e prevenzione
- Strumenti di sicurezza e Vulnerability Assessment
- Phishing e campagne formative: educare gli utenti agli attacchi
- La sicurezza al 100% non esiste
- Intelligenza Artificiale nel settore IT
- Prevenire problemi, ridurre fermi e costi nascosti

- 30 min
- Meet
- Mattia Apostoli
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