Se qualcosa qui sotto ti riguarda da vicino, scrivimi senza farti problemi: te lo spiego io.

Ciao! Altro giro, altro TechTales, la serie di interviste che esplora il mondo dell’innovazione attraverso i professionisti che lo vivono ogni giorno.

Oggi ho il piacere di chiacchierare con Stefano D’Eliseo, fondatore di S-D Consulting e punto di riferimento nell’ambito dell’hosting e dei servizi digitali avanzati.

Con oltre 20 anni di esperienza, Stefano ci accompagna dietro le quinte di un mestiere tanto tecnico quanto umano.

1, 2, 3… Partiamo!

Stefano d'Eliseo fondatore sd consulting hosting web Brescia

Ciao Stefano, vorrei partire con una domanda di rito. Come ti sei avvicinato al mondo dell’hosting e del cloud?

All’epoca Google era appena nato, e i server costavano milioni di lire al mese.

Ho iniziato come Stefano D’Eliseo, poi nel 2001 ho fondato S-D Consulting, rilevando un pacchetto clienti, e nel 2008 sono diventato partner Google, poi anche Microsoft.

Ho scelto di investire, anche a costo di fare debiti e, con un po’ di fortuna e un po’ di bravura, devo dire che mi è andata bene.
Oggi gestisco 22 server e oltre 111 siti web per clienti di ogni tipo: da e-commerce a studi veterinari.

Come si gestisce così tanti server oggi che parliamo tanto di privacy, sicurezza e reputazione dei domini. Cosa dovrebbe sapere chi gestisce un sito?

La maggior parte delle persone non sa nemmeno che può segnalare e denunciare il web master per un sito non sicuro, né che certe configurazioni incidono sulla reputazione del dominio.

Ne parlo spesso anche su LinkedIn, soprattutto per quanto riguarda la posta elettronica.
Google e Apple, già dall’anno scorso, hanno iniziato a imporre regole più rigide per combattere lo spam, ma pochi le conoscono.

Non è solo questione di avere un sito online, ma di saperlo mantenere e renderlo efficiente per i motori di ricerca.

Restando in tema sicurezza, mi capita spesso di vedere aziende che sottovalutano l’impatto delle scelte digitali quotidiane anche solo per l’hosting del loro sito web. A livello di sicurezza web, dove sbagliano secondo te le aziende?

Molte aziende non cancellano mai nulla: email, documenti, backup restano sui server, aumentando i rischi di sicurezza e l’impatto ambientale. 

Spesso ignorano anche configurazioni fondamentali per la posta elettronica, come SPF, DKIM o BIMI, che proteggono la reputazione del dominio. 

Microsoft e altri provider stanno cercando di sensibilizzare, ma manca ancora una vera cultura della sicurezza digitale. 

Il risultato è che molte aziende pensano di essere al sicuro semplicemente perché hanno un sito online o un servizio cloud, senza capire quanto le scelte quotidiane contino davvero.

Negli ultimi mesi si parla tanto di AI. Nel tuo mondo però non è (solo) una buzzword, ma qualcosa che può impattare direttamente le infrastrutture. Cosa ne pensi dell’intelligenza artificiale nel tuo ambito? È una minaccia o un’opportunità?

L’AI è uno strumento potente, ma bisogna saperlo gestire.
In ambito sistemistico, uno degli effetti più concreti sono gli scraper automatici, come quelli di OpenAI o DeepSeek.

L’intelligenza artificiale può aiutare a monitorare i log, prevedere carichi, automatizzare task.

Il punto è saperla usare come supporto, non come sostituto.

Parliamo di valore, perché spesso l’hosting viene visto come una commodity. Ma secondo me c’è molto di più. Qual è il vero valore di un hosting oggi?

Una buona fetta del mercato è solo marketing. Chiunque può rivendere hosting economici. Ma non è lì che si fa la differenza.

Il mio valore sta nella consulenza: nel sapere che dietro un dominio, una mail o un sito, c’è una persona che ti segue, ti protegge e ti spiega cosa succede.

Il cliente si fida, perché sa che non è lasciato solo.

Ti conosco abbastanza da sapere che non sei un amante dei “pacchetti”. Ma ogni cliente ha esigenze diverse: come si affronta questa varietà? Il tuo approccio con i clienti è standard o personalizzato?

Totalmente su misura. Nessun pacchetto preconfezionato.
Ogni cliente è diverso: c’è chi usa Google Workspace, chi Microsoft 365, chi vuole archiviare tutto e chi solo l’essenziale.

Io ascolto, analizzo, e propongo soluzioni tecniche costruite attorno al loro reale modo di lavorare.

Ecco perchè collaboriamo 😌 hai colpito in pieno il mio approccio: ascoltare, analizzare e proporre soluzioni! Ti faccio una domanda un po’ scomoda che mi piace sempre fare in tutte le mie interviste e per chi ci legge: qual è un errore che chi fa il tuo mestiere non dovrebbe mai commettere?

Pensare di poter fare tutto da soli. Una volta, per esempio, mi accusarono di essermi spinto troppo su aspetti legali. Da quel giorno, ho deciso di occuparmi solo della parte tecnica: il cliente ha il suo consulente privacy.

Altro errore: vendere ciò che non conosci. Ci sono cose che non faccio e lo dico. Preferisco tirarmi indietro piuttosto che fare male qualcosa.

Chiudiamo con uno sguardo a chi vuole iniziare. Se potessi parlare con un giovane tecnico oggi, cosa gli diresti?

Studia. Formati con corsi seri. Non inseguire chi fa il fenomeno su Instagram.
E lavora con etica.

Io collaboro con sviluppatori bravissimi, in partita IVA. C’è fiducia reciproca.
Non mi interessa quanto guadagnano: mi interessa che lavorino bene, con passione e rispetto.

Grazie mille Stefano. Un’intervista ricca di spunti per chi lavora (o vuole lavorare) nel mondo dell’hosting e che fa capire quanto sia importante prendersi cura di un sito anche quando tutto sembra funzionare.

Leggendo questa intervista ti è venuta voglia di avere un hosting sicuro per il tuo sito? Clicca su contattami 👇 e scopriamo insieme cosa posso fare per il tuo business. Alla prossima puntata di TechTales!

Capiamo insieme cosa posso fare per te.

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